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Residenza fittizia a Cortina, 30 ‘evasori’ scoperti dalla Guardia Finanza

5 febbraio 2026 – Trenta individui sono stati identificati dalla Guardia di Finanza di Belluno per aver stabilito una residenza fittizia a Cortina d’Ampezzo, un’azione strategica volta a eludere il pagamento dell’Imposta Municipale Unica (IMU) sull’abitazione principale. L’operazione, condotta in stretta collaborazione con gli uffici del Comune di Cortina d’Ampezzo, ha rivelato un’evasione stimata in circa 550.000 euro, a fronte di un imponibile complessivo di circa 50 milioni di euro. Questo dato non rappresenta un isolato episodio di non conformità fiscale, ma piuttosto un sintomo di vulnerabilità sistemiche che meritano un’analisi approfondita, specialmente nel contesto di un territorio ad alta attrattività turistico-immobiliare, ulteriormente amplificato dall’imminente avvio dei Giochi Olimpici Invernali di Milano-Cortina 2026.

Gli impatti strategici di tale condotta si estendono ben oltre la mera perdita di gettito fiscale per l’amministrazione locale. La pratica della residenza fittizia rivela una profonda falla nella governance territoriale e nella percezione della responsabilità civica. La scelta di Cortina d’Ampezzo non è casuale; la sua reputazione di località esclusiva e il valore immobiliare intrinseco creano un ambiente fertile per fenomeni speculativi e tentativi di aggirare le normative fiscali. Il meccanismo è semplice ma insidioso: dichiarare la residenza in un comune per beneficiare di esenzioni fiscali, senza tuttavia abitarvi stabilmente, distorce il principio di equità fiscale e mina la fiducia nel sistema. La mancata residenza stabile, requisito fondamentale per l’esenzione IMU sull’abitazione principale, trasforma un beneficio legittimo in uno strumento di indebita appropriazione di risorse collettive.

La catena di responsabilità in casi come questi è complessa. In primo luogo, ricade sugli individui che hanno deliberatamente posto in essere la condotta elusiva. La loro azione denota una consapevole violazione delle norme, mossa da un calcolo economico che antepone il vantaggio personale all’integrità del sistema fiscale. In secondo luogo, una parte della responsabilità ricade sulle strutture di controllo che, per un certo periodo, non sono riuscite a intercettare o prevenire tali pratiche. La collaborazione tra la Guardia di Finanza e il Comune di Cortina d’Ampezzo, seppur encomiabile per la scoperta degli illeciti, evidenzia una reattività successiva all’emersione del problema piuttosto che una proattività preventiva. Una governance efficace avrebbe dovuto implementare meccanismi di verifica incrociata e monitoraggio costante, riducendo le opportunità per tali condotte sin dall’origine. La dilazione temporale tra l’instaurazione della residenza fittizia e la sua scoperta implica una lacuna nei controlli anagrafici e fiscali che ha permesso l’accumulo di un danno economico significativo e l’instaurarsi di un modello comportamentale deviante.

I danni reputazionali per Cortina d’Ampezzo sono rilevanti. Essere associata a pratiche di evasione fiscale, in un momento di massima visibilità internazionale come quello pre-Olimpico, può intaccare l’immagine di integrità e trasparenza che una località di tale prestigio dovrebbe proiettare. Questo non è solo un problema per l’amministrazione locale, ma per l’intero sistema-Paese che si prepara a ospitare un evento globale. La percezione di un ambiente dove l’evasione è tollerata o facilmente praticabile può scoraggiare investimenti leciti e alterare le dinamiche di mercato immobiliare, favorendo operazioni meno trasparenti. Il danno finanziario diretto, pari a 550.000 euro, seppur significativo, è solo la punta dell’iceberg. Vi sono costi indiretti legati

Fonte: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/02/05/residenza-fittizia-a-cortina-30-evasori-scoperti-dalla-guardia-finanza_7607405a-7502-4510-9278-26d34cd1f7b6.html