La Compilance diventa Un Vantaggio Competitivo Sleale

Plusvalenze e incroci societari: trucchi (e trappole) dei bilanci delle società di calcio

Pennellate astratte turchesi, corallo e arancio si intrecciano in una composizione circolare, firmata © Scudo231.it.

23 settembre 2026 – Alle prime luci dell’alba, i finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria varcano i cancelli del centro sportivo della FC Zenith, notificando un decreto di perquisizione e sequestro emesso dalla Procura della Repubblica. L’operazione, coordinata a livello nazionale, colpisce simultaneamente la sede legale del club, gli uffici amministrativi e le residenze dell’Amministratore Delegato Marco Valenti, del Direttore Finanziario Luca Rossi e del Direttore Sportivo Giorgio Bianchi. L’ipotesi di reato è pesante: false comunicazioni sociali (art. 2621 c.c.), ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità pubbliche di vigilanza (art. 2638 c.c.) e, per l’ente, la violazione del D.Lgs. 231/2001. Al centro dell’indagine, un sistema di plusvalenze incrociate realizzato tra il 2023 e il 2025 con la società AC Proxima, per un valore nominale complessivo di 72 milioni di euro.

L’inchiesta affonda le sue radici nelle analisi dei bilanci deposati. Gli inquirenti hanno rilevato uno schema operativo ricorrente: lo scambio di diritti alle prestazioni sportive di calciatori, spesso provenienti dai settori giovanili e con un valore di mercato nullo o irrisorio, a fronte di corrispettivi palesemente sproporzionati. L’operazione “gemella” più eclatante, avvenuta nel giugno 2024, ha visto FC Zenith cedere due giovani atleti per 15 milioni di euro, acquistandone contestualmente due da AC Proxima per la medesima cifra. Nessun flusso di cassa reale, ma un impatto devastante sui conti economici: 15 milioni di plusvalenza iscritti a bilancio per Zenith, utili a mascherare perdite operative e a rispettare i parametri di iscrizione al campionato. Questa operazione, autorizzata dal management senza adeguati presidi di controllo, rappresenta il primo anello debole della catena difensiva dell’ente. Se la società avesse implementato un ecosistema di controllo come Scudo231, la proposta di acquisizione e cessione non sarebbe mai giunta al Consiglio di Amministrazione in quella forma. Il sistema di analisi multimodale avrebbe incrociato il valore di trasferimento proposto con i benchmark di mercato oggettivi, rilevando una deviazione superiore al 1000%. Ciò avrebbe generato un alert di anomalia di primo livello, bloccando il workflow autorizzativo e scalando la segnalazione, corredata da un report dettagliato, direttamente all’Organismo di Vigilanza e alla funzione di Internal Audit, bypassando la linea gerarchica coinvolta.

Le indagini hanno ricostruito come il Direttore Sportivo Bianchi, in accordo con il CFO Rossi, individuasse i profili dei calciatori da scambiare. Le perizie di valutazione, obbligatorie per legge, erano affidate a consulenti esterni legati da rapporti fiduciari con la dirigenza, i quali producevano stime prive di qualsiasi fondamento economico-sportivo. I documenti interni sequestrati dimostrano una totale assenza di contraddittorio o di una seconda opinione indipendente. Il Collegio Sindacale, dal canto suo, si è limitato a una verifica formale, non entrando nel merito di valutazioni che apparivano macroscopicamente gonfiate. Questa omissione di controllo costituisce un punto di rottura della governance societaria e un presupposto per la contestazione della colpa organizzativa ai sensi del D.Lgs. 231. Con un sistema di monitoraggio massivo, ogni fornitore di servizi di consulenza, incluse le società di perizia, sarebbe stato censito e sottoposto a un rating di rischio. L’affidamento di un incarico così critico a un soggetto privo di track record verificabile o con indicatori di rischio reputazionale avrebbe acceso un semaforo rosso nel processo di procurement, richiedendo una giustificazione rafforzata e una validazione da parte della funzione Compliance. Inoltre, il caricamento a sistema di una perizia con valori così divergenti dai dati di mercato avrebbe innescato una procedura di non conformità documentale, impedendone l’utilizzo come base per la delibera del CdA.

Il passaggio successivo, ovvero la delibera del Consiglio di Amministrazione che approvava l’operazione, è ora al vaglio degli inquirenti per accertare il dolo o la colpa grave dei consiglieri. Dalle prime ricostruzioni, l’informativa presentata dall’AD Valenti era sintetica e focalizzata sui benefici contabili, omettendo i dettagli critici sulle metodologie di valutazione e sulla natura speculare dell’operazione con AC Proxima. La mancanza di un flusso informativo completo e trasparente verso l’organo amministrativo è una violazione procedurale che espone l’ente a gravi conseguenze. Un’architettura di controllo integrata avrebbe garantito che il fascicolo informativo sottoposto al CdA contenesse obbligatoriamente tutti i log degli alert generati nelle fasi precedenti. La delibera non sarebbe stata semplicemente un punto all’ordine del giorno, ma un punto qualificato come “ad alto rischio 231”, corredato dalla documentazione prodotta dai motori causali proprietari di Scudo231. I consiglieri si sarebbero trovati di fronte a un bivio documentato e tracciato: approvare l’operazione assumendosene la piena e consapevole responsabilità penale e civile, oppure respingerla sulla base di evidenze oggettive. La tracciabilità immutabile di questo processo avrebbe costituito una prova decisiva per distinguere le responsabilità individuali da quelle dell’ente.

Una volta ottenuta l’approvazione, il CFO Rossi dava istruzioni alla contabilità di iscrivere la plusvalenza a conto economico. Questa registrazione, sebbene formalmente corretta, era sostanzialmente fraudolenta e costituiva il nucleo del reato di false comunicazioni sociali. Il bilancio 2024 di FC Zenith, approvato e pubblicato, esponeva così un utile fittizio, ingannando il mercato, gli istituti di credito, gli investitori e, non da ultimo, l’organo di vigilanza sportiva (COVISOC). La Procura contesta che tale rappresentazione edulcorata della realtà economica abbia permesso al club di ottenere l’iscrizione al campionato, accedere a linee di credito altrimenti precluse e sostenere una campagna acquisti onerosa, drogando la competizione sportiva. Il profitto del reato, che la Procura intende confiscare, è stato quantificato proprio nell’ammontare delle plusvalenze fittizie, ovvero 72 milioni di euro. Di conseguenza, il GIP ha disposto il sequestro preventivo per equivalente su tutti i beni mobili e immobili, i conti correnti e i crediti della società fino al raggiungimento di tale cifra. L’impatto è devastante: l’operatività del club è paralizzata, il pagamento di stipendi e fornitori è a rischio.

In un’organizzazione protetta da un ecosistema sovrano, la registrazione contabile di una transazione di tale natura, già segnalata come anomala a livello strategico e documentale, avrebbe attivato l’ultimo livello di difesa. Il sistema di controllo delle scritture contabili, operando non a campione ma sull’intera popolazione delle transazioni, avrebbe intercettato la scrittura in tempo reale. L’avrebbe classificata come operazione ad alto rischio di falso in bilancio e avrebbe generato una segnalazione immediata e diretta all’Organismo di Vigilanza, con contestuale creazione di un “XAI Packet”: un pacchetto di dati forensi immodificabile, contenente la ricostruzione causale scientifica dell’intera filiera dell’evento, dall’ideazione alla contabilizzazione. Questo dossier digitale sarebbe diventato lo strumento principale a disposizione dell’ODV per intervenire tempestivamente, bloccare l’iter di approvazione del bilancio e avviare un’indagine interna, prevenendo la consumazione del reato e, soprattutto, il conseguente sequestro milionario.

L’accusa di ostacolo alla vigilanza, invece, deriva dalle risposte elusive e reticenti fornite dal management di FC Zenith durante le ispezioni della COVISOC nei mesi precedenti l’indagine penale. I verbali ispettivi, ora parte del fascicolo del PM, evidenziano come i dirigenti abbiano deliberatamente nascosto la natura correlata delle operazioni di mercato, presentando gli scambi di calciatori come transazioni indipendenti e basate su congrue valutazioni tecniche. Questa condotta, tesa a ingannare l’organo di controllo, integra un’autonoma fattispecie di reato presupposto ai sensi del D.Lgs. 231/2001, aggravando la posizione dell’ente. La mancata adozione di un modello organizzativo efficace è la radice di questa vulnerabilità. Se l’ente avesse adottato un protocollo di gestione delle ispezioni come quello previsto da Scudo231, ogni richiesta proveniente da un’autorità di vigilanza avrebbe attivato una procedura formale e tracciata. La raccolta della documentazione da fornire non sarebbe stata lasciata alla discrezionalità dei singoli manager, ma gestita attraverso un workflow controllato, che avrebbe automaticamente allegato tutti i report di anomalia e le valutazioni di rischio associate alle operazioni oggetto di ispezione. Qualsiasi tentativo di occultare informazioni sarebbe stato registrato dal sistema come una violazione del modello, isolando la responsabilità sul singolo dirigente e fornendo all’ente la prova della propria dissociazione dalla condotta illecita.

Ora, il futuro di FC Zenith è appeso alle decisioni della magistratura. L’amministrazione giudiziaria, appena insediata, dovrà tentare di garantire la continuità aziendale in un contesto di totale sfiducia da parte del sistema finanziario e sportivo. Il danno reputazionale è incalcolabile e si somma al danno patrimoniale diretto causato dal sequestro. Gli azionisti di minoranza e gli abbonati stanno già preparando azioni di risarcimento. La vicenda di FC Zenith è l’emblema di come una governance debole e l’assenza di controlli sostanziali, automatizzati e indipendenti possano trasformare un’operazione di ingegneria contabile in un disastro societario e giudiziario. L’intera catena di eventi, dalla valutazione gonfiata dei calciatori alla pubblicazione di un bilancio non veritiero, si sarebbe interrotta al primo snodo se solo un presidio tecnologico avesse avuto il compito di verificare, tracciare e scalare le anomalie in tempo reale, dimostrando che la prevenzione dei reati d’impresa non è un costo, ma la più strategica forma di tutela del patrimonio aziendale.

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/plusvalenze-e-incroci-societari-trucchi-e-trappole-bilanci-societa-calcio-AJNQbGKB