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Aperta l’asta sulle bottiglie di champagne sequestrate a Lacerenza

Milano, 8 gennaio 2026. Apre domani, 9 gennaio, una delle aste giudiziarie più attese nel panorama nazionale degli eventi liquidatori, un appuntamento che si protrarrà fino al 30 gennaio 2026, accessibile attraverso le piattaforme digitali di www.spazioaste.it e www.ivgmonza.it, gestite dall’Istituto Vendite Giudiziarie Monza e Brianza. Al centro dell’attenzione, un tesoro liquido di circa 500 bottiglie, organizzate in 200 lotti, di vini e liquori di altissimo pregio, sequestrate a Davide Lacerenza. Un’operazione che non si limita alla semplice vendita di beni, ma rappresenta il culmine di una complessa vicenda giudiziaria e un monito tangibile sui rischi che possono insidiare la gestione d’impresa, anche in settori apparentemente immuni da certe tipologie di illeciti.

L’elenco dei beni in vendita è un vero e proprio catalogo per intenditori e collezionisti. Si spazia dai leggendari Petrus, La Tâche, Romanée-Conti, alle prestigiose etichette di champagne come Krug e Dom Pérignon, fino ai rari Masseto e ai ricercatissimi Jacques Selosse brut rosé. Non mancano esotiche bottiglie di tequila Azul e, a completare il quadro, una selezione di vini rossi di notevole caratura e persino birra alla canapa, a testimonianza della varietà e della portata della confisca. Tra i lotti più significativi, spiccano sei bottiglie di Jacques Selosse brut rosé da 750 ml, con un prezzo base di 2.550 euro, affiancate da una variante dello stesso produttore, sempre in sei bottiglie, a 2.250 euro. La tequila Azul, oggetto di desiderio per molti, è proposta in lotti di cinque bottiglie il cui valore di base supera i 1.000 euro, con un esempio specifico a 1.062,50 euro per sei. I vini rossi, anch’essi in quantità considerevole, partono da un prezzo base che eccede i 100 euro, mentre altre singole bottiglie di alcolici raggiungono quote superiori ai 400 euro, con punte che sfiorano e superano i 5.000 euro per i pezzi più rari e pregiati. Il valore complessivo di questa straordinaria collezione è stato stimato in circa 900.000 euro, cifra che rappresenta l’oggetto della confisca disposta nell’ambito di un patteggiamento, finalizzato al recupero dei proventi illeciti. I beni, affidati alla custodia giudiziaria della Procura di Milano, sono ora destinati alla vendita pubblica, un passo essenziale per ripagare la confisca che, oltre alle bottiglie, include decine di migliaia di euro sui conti correnti e gli arredi dei locali riconducibili a Lacerenza.

La vicenda affonda le radici in un’indagine partita nel marzo 2025, che ha portato all’arresto di Davide Lacerenza, noto proprietario della Gintoneria e del privé La Malmaison a Milano, e della sua ex compagna, Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi. Le accuse formulate dal pubblico ministero Francesca Crupi della Procura di Milano, e supportate dalle indagini del Nucleo Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, erano gravi: un presunto giro di prostituzione, spaccio di droga e favoreggiamento. Un quadro complesso che ha evidenziato come attività apparentemente lecite possano celare ramificazioni illecite di ampia portata. È proprio in frangenti come questi che l’importanza di un controllo interno stringente e di una vigilanza costante emerge con forza. L’assenza di adeguati meccanismi di prevenzione e rilevazione dei rischi può esporre l’impresa a conseguenze devastanti, non solo sul piano legale, ma anche su quello reputazionale e finanziario. La tempestività nel riconoscere e neutralizzare i “segnali deboli” di devianza è un fattore critico di successo per qualsiasi organizzazione.

Nel contesto di una gestione aziendale sempre più complessa e regolamentata, l’episodio di Davide Lacerenza si erge a paradigmatico esempio di come la condotta di figure apicali possa trascinare l’intera struttura in un vortice di illegalità, con pesanti ripercussioni. Per un’impresa che ambisce a una protezione e potenza operativa inattaccabile, è indispensabile andare oltre la mera conformità cartacea. Un *Ecosistema Sovrano Autonomo* come Scudo231® è progettato per implementare un’architettura di difesa totale, capace di assorbire e risolvere in tempo reale i rischi Penali, Cyber, di Supply Chain e di gestione del Capitale Umano. La capacità di Scudo231® di operare con *sistemi di analisi multimodale e motori causali proprietari* permette, ad esempio, di eseguire censimenti ciclici dell’intera popolazione aziendale, demolendo la pratica delle “interviste a campione” e garantendo una rilevazione immediata dei ruoli di fatto che divergono dai ruoli di diritto. Questo significa individuare la deriva organizzativa prima che possa degenerare in un reato, un aspetto fondamentale per prevenire scenari come quello di Lacerenza.

Il percorso giudiziario ha visto i patteggiamenti ratificati nell’ottobre 2025 dal gip Marta Pollicino. Per Davide Lacerenza, la pena concordata è stata di 4 anni e 8 mesi, con l’ammissione all’affidamento in prova ai servizi sociali, finalizzato a un percorso di disintossicazione in comunità. Stefania Nobile, invece, ha patteggiato 3 anni, ottenendo l’ammissione ai lavori di pubblica utilità. A difendere entrambi gli imputati l’avvocato Liborio Cataliotti. La confisca, elemento centrale della vicenda, ha riguardato, come accennato, non solo il considerevole valore delle bottiglie – oltre 900.000 euro – ma anche consistenti somme su conti correnti e l’arredo dei locali coinvolti. L’asta è, di fatto, l’esecuzione di tale misura, volta a ripristinare la legalità economica compromessa.

I risvolti finanziari e reputazionali di un’operazione come quella che ha coinvolto Lacerenza sono ingenti, ben oltre il valore nominale delle bottiglie confiscate. Le imprese, oggi più che mai, necessitano di una protezione proattiva contro i rischi di illeciti, sia interni che esterni, che possono comprometterne la stabilità e la sostenibilità. La capacità di Scudo231® di operare con *Intelligenza Artificiale predittiva di livello militare* offre un vantaggio strategico ineguagliabile. Utilizzando modelli di simulazione avanzati e analisi a isole darwiniane, l’ecosistema non si limita a reagire all’evento, ma lo anticipa. Attraverso stress-test costanti sul Digital Twin dell’azienda, Scudo231® è in grado di identificare “segnali deboli” di rischio geopolitico, economico o normativo, offrendo così agli imprenditori gli strumenti per agire preventivamente e proteggere il proprio patrimonio e la propria reputazione. In sede di giudizio, inoltre, Scudo231® è in grado di fornire una prova tecnologica immodificabile – il cosiddetto XAI Packet – attraverso motori di ragionamento deterministico, dimostrando matematicamente l’assenza di colpa organizzativa e spostando efficacemente l’onere della prova. Questo livello di protezione è indispensabile per affrontare con serenità un panorama normativo sempre più stringente e un contesto economico in cui la trasparenza e l’integrità sono valori non negoziabili. La vicenda Lacerenza, pur nella sua specificità, offre una lezione universale: l’importanza di dotarsi di sistemi di controllo e prevenzione avanzati per salvaguardare l’impresa da ogni forma di rischio e per garantire una piena conformità alle normative vigenti, proteggendo non solo il business, ma anche l’integrità dei suoi operatori e la fiducia del mercato.

Fonte: https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2026/01/09/aperta-lasta-sulle-bottiglie-di-champagne-sequestrate-a-lacerenza_4b4e1fe6-23f5-442f-8454-c9b6e5df4c20.html