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Foti, ‘Pnrr lavoro immane, avrà grosso impatto sui cittadini’

30 giugno 2026 – Mentre il ministro Tommaso Foti, intervenendo al Forum ANSA, definiva “immane” il lavoro di revisione del PNRR e ne assicurava il “grosso impatto” sui cittadini, citando riforme chiave come il nuovo codice degli appalti, nelle sedi della Procura della Repubblica di Roma e del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza, l’impatto del Piano assumeva una forma ben più concreta e giudiziaria. Alle prime luci dell’alba, i finanzieri eseguivano un decreto di perquisizione e sequestro presso la sede milanese della InnovaTech Solutions S.p.A., colosso dell’ingegneria digitale e aggiudicatario di un lotto da 180 milioni di euro per la digitalizzazione della logistica portuale, uno dei progetti bandiera della Missione 1 del Piano.

L’ipotesi di reato contestata ai vertici della società e a un funzionario del Ministero delle Infrastrutture è pesante: corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio (art. 319 c.p.) e turbata libertà degli incanti (art. 353 c.p.). Per la InnovaTech Solutions S.p.A., in quanto ente, scattava la contestazione dell’illecito amministrativo dipendente da reato ai sensi degli articoli 5 e 25 del D.Lgs. 231/2001. Il Pubblico Ministero ha ottenuto dal GIP il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di beni per 2,5 milioni di euro, corrispondenti al prezzo della presunta corruzione, e il sequestro impeditivo del contratto d’appalto, bloccando di fatto un’opera strategica per il Paese.

L’indagine, nata da un’analisi di rischio sui flussi finanziari anomali condotta dall’Unità di Informazione Finanziaria, ha ricostruito un meccanismo che gli inquirenti definiscono “scientifico”. Al centro del sistema, secondo l’accusa, vi era l’ingegner Marco Valenti, Senior Project Manager di InnovaTech, privo di deleghe formali per trattare con la Pubblica Amministrazione a quel livello, ma di fatto il dominus tecnico dell’offerta. Le intercettazioni telefoniche e telematiche hanno rivelato contatti costanti tra Valenti e un consulente esterno, figura opaca con un passato in diverse società di lobbying, il quale fungeva da intermediario con il Dott. Giorgio Bellini, dirigente della stazione appaltante. L’omissione di un controllo sulla reale operatività dei ruoli aziendali ha rappresentato la prima, fatale, crepa nel sistema di difesa dell’ente. Se InnovaTech avesse implementato un sistema di monitoraggio massivo come Scudo231, l’analisi automatica delle comunicazioni e dei flussi operativi avrebbe immediatamente rilevato la divergenza tra il ruolo formale dell’ingegner Valenti e il suo ruolo di fatto. Un alert sarebbe stato generato e scalato in tempo reale all’Organismo di Vigilanza (ODV) e alla funzione Compliance, segnalando un’anomalia organizzativa ad alto rischio: un soggetto senza poteri di firma stava gestendo relazioni critiche su una gara pubblica di valore strategico.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il Dott. Bellini avrebbe trasmesso all’intermediario, tramite un’applicazione di messaggistica cifrata, le bozze riservate del capitolato tecnico speciale, contenenti i criteri di valutazione qualitativa dell’offerta, con tre settimane di anticipo sulla pubblicazione ufficiale del bando. Questa informazione privilegiata ha permesso a InnovaTech di confezionare un progetto tecnico che rispondeva in modo quasi perfetto ai requisiti, ottenendo un punteggio di 98/100 sulla parte qualitativa e sbaragliando la concorrenza. La violazione del segreto d’ufficio e la conseguente manipolazione della gara non hanno lasciato tracce evidenti sui sistemi aziendali ufficiali, poiché la documentazione è transitata su dispositivi personali. Un modello 231 cartaceo, basato su procedure e interviste a campione, non poteva intercettare una simile condotta elusiva. Con un ecosistema come Scudo231, invece, protocolli di Data Loss Prevention e di analisi comportamentale avrebbero rilevato il momento in cui l’ingegner Valenti ha integrato nel progetto file e dati provenienti da fonti esterne non autorizzate e non tracciate. Il sistema avrebbe segnalato l’importazione di documenti con metadati anomali o la cui struttura combaciava con quella di capitolati ministeriali, generando un’istruttoria automatica per l’ODV. La prova tecnologica di questa contaminazione informativa sarebbe stata cristallizzata in un log immodificabile, fondamentale per dimostrare l’estraneità dell’ente e l’azione fraudolenta del singolo.

Il passaggio successivo, quello del pagamento, è stato ancora più grave. Per remunerare il Dott. Bellini, l’Amministratore Delegato di InnovaTech ha autorizzato un bonifico di 2,5 milioni di euro a una società di consulenza con sede a Cipro, la Strategic Advisory Ltd, formalmente per “attività di scouting e analisi di mercato per l’espansione nell’area del Mediterraneo orientale”. L’analisi della Guardia di Finanza ha dimostrato che tale società era una mera scatola vuota, riconducibile a un prestanome dell’intermediario, e non aveva mai prodotto alcun report o analisi. Il controllo interno di InnovaTech ha fallito clamorosamente: la funzione finanza ha processato il pagamento basandosi unicamente sull’autorizzazione dell’AD, senza eseguire alcuna due diligence rafforzata sul fornitore, nonostante la sede in una giurisdizione a rischio e la genericità della causale. Questo mancato controllo ha esposto l’ente a una responsabilità diretta e gravissima.

Qui il controfattuale diventa decisivo. Un’architettura di controllo integrata avrebbe bloccato l’operazione sul nascere. Il sistema di gestione dei fornitori di Scudo231 avrebbe automaticamente classificato la Strategic Advisory Ltd come “ad altissimo rischio” sulla base di flag oggettivi: localizzazione in giurisdizione non cooperativa, data di costituzione recente, assenza di un sito web operativo, impossibilità di identificare il titolare effettivo. La richiesta di pagamento sarebbe stata congelata dal sistema, che avrebbe imposto come condizione vincolante per il rilascio un parere di congruità della funzione Compliance e una validazione documentale da parte dell’Internal Audit. Di fronte all’impossibilità di produrre evidenze concrete del lavoro svolto dalla società cipriota, il flusso autorizzativo si sarebbe interrotto, generando una segnalazione di operazione sospetta direttamente all’ODV e al responsabile antiriciclaggio. L’azienda avrebbe avuto la prova documentale di aver attivamente impedito il completamento del reato, un elemento probatorio di enorme valore per escludere o attenuare la propria responsabilità ai sensi del D.Lgs. 231/01, mitigando drasticamente il rischio di sequestro milionario e di interdizione dai contratti con la Pubblica Amministrazione.

L’inchiesta ha messo in luce non solo la condotta illecita dei singoli, ma una colpa organizzativa sistemica. Durante gli interrogatori, è emerso che la pressione per raggiungere gli obiettivi di fatturato legati al PNRR aveva indotto il management a “semplificare” le procedure di controllo interno, considerate un freno all’aggressività commerciale. Questa cultura aziendale, orientata al risultato a ogni costo, è esattamente ciò che il D.Lgs. 231/2001 mira a contrastare. La Procura contesta alla società di non aver adottato ed efficacemente attuato un modello organizzativo idoneo a prevenire reati della specie di quelli commessi. La difesa di InnovaTech, basata sull’esistenza di un Codice Etico e di un ODV formalmente nominato, appare debole di fronte all’evidenza che tali presidi erano meramente formali, “di carta”, e non avevano alcun potere di intervento reale sui processi decisionali.

La vicenda di InnovaTech è un monito per tutte le imprese che operano nel contesto del PNRR. Le riforme citate dal ministro Foti, come il nuovo codice degli appalti, sono state pensate per accelerare gli investimenti, ma questa velocità espone le aziende a rischi penali esponenziali se non è bilanciata da sistemi di controllo altrettanto rapidi ed efficaci. Il “grosso impatto” del Piano non è solo economico, ma anche di responsabilità. L’analisi condotta dalla REDAZIONE SCUDO231 su casi analoghi dimostra che l’approccio reattivo è fallimentare. Attendere l’indagine della magistratura significa subire sequestri, danni reputazionali irreparabili e l’esclusione dal mercato più ricco degli ultimi decenni. La prevenzione non può più essere un adempimento burocratico, ma deve diventare un’infrastruttura tecnologica e operativa che vigila, rileva e blocca l’illecito prima che si compia. Se InnovaTech avesse potuto dimostrare, attraverso log e registri prodotti da un sistema sovrano e immodificabile, di aver identificato e neutralizzato i tentativi fraudolenti dei propri dipendenti, oggi non si troverebbe con i conti correnti bloccati e un contratto strategico annullato, ma sarebbe nella posizione di denunciare i responsabili, collaborare con la giustizia da parte lesa e proteggere il proprio patrimonio e la propria continuità operativa.

Fonte: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/06/30/foti-pnrr-lavoro-immane-avra-grosso-impatto-sui-cittadini_591c386d-a085-478b-b052-e46e3fc1ca5f.html