6 febbraio 2026 – Il sequestro di uno stabilimento industriale a Vigonza da parte dei finanzieri del comando provinciale di Palermo, con il supporto operativo delle fiamme gialle di Padova e il coordinamento della Procura europea (Eppo), sede di Palermo, ha squarciato il velo su una delle più audaci operazioni di contrabbando e contraffazione di sigarette mai scoperte nel territorio. L’impianto, esteso su circa 5.000 metri quadrati e stimato oltre un milione di euro, era una vera e propria fabbrica clandestina, capace di produrre circa due milioni di sigarette al giorno. Al momento dell’accesso, sono state sequestrate 5,5 tonnellate di sigarette pronte per il mercato illecito, 16 tonnellate di tabacco grezzo e ben 14 bancali di precursori, inclusi materiali per il confezionamento di pacchetti con loghi di marchi noti come Marlboro Red, Marlboro Gold e L.M. Un autocarro destinato al trasporto della merce illecita è stato anch’esso posto sotto sequestro. L’operazione ha rivelato una struttura altamente organizzata, dotata di attrezzature e macchinari per una linea di produzione su larga scala, e protetta da dispositivi jammer e rilevatori di frequenze, impiegati per bonificare l’area da intercettazioni e garantire la protezione delle attività illecite. Tre cittadini moldavi, presenti all’interno dello stabilimento, sono stati denunciati per detenzione di tabacchi lavorati di contrabbando e contraffazione marchi. Il profitto illecito giornaliero stimato ammontava a 350 mila euro, proiettando un giro d’affari annuo di oltre 120 milioni di euro, con un danno alle finanze pubbliche stimato in circa 80 milioni di euro l’anno in termini di accise e IVA non versate.
L’analisi retrospettiva di questo evento, lungi dall’essere un mero resoconto investigativo, impone una riflessione profonda sulle carenze sistemiche di governance che consentono a tali fenomeni di prosperare. La creazione di una struttura produttiva di questa portata, con un investimento iniziale significativo per