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Garlasco, archiviata l’accusa di corruzione per l’ex pm Venditti: non favorì Sempio

17 settembre 2026 – Il Giudice per le Indagini Preliminari di Pavia ha depositato il decreto di archiviazione per l’ex pubblico ministero Mario Venditti, prosciogliendolo dall’accusa di corruzione in atti giudiziari. La stessa sorte processuale è toccata all’imprenditore Andrea Sempio, amministratore delegato della SempioTech S.p.A., per il quale è caduta l’ipotesi di essere stato il corruttore. La notizia, anticipata in mattinata da un dispaccio de Il Sole 24 Ore, chiude il capitolo penale per le persone fisiche, ma lascia spalancato il baratro giudiziario per l’ente. La SempioTech S.p.A., infatti, rimane imputata ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001, con un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente che ammonta a 4,8 milioni di euro, pari al profitto del reato contestato.

La vicenda trae origine nel febbraio 2024, quando la SempioTech, azienda leader nella componentistica avanzata per il settore aerospaziale, necessitava con urgenza di un’autorizzazione complessa per l’ampliamento del proprio sito produttivo in Lomellina. L’iter amministrativo era bloccato da mesi a causa di vincoli paesaggistici e ambientali. Fu in questo contesto che Andrea Sempio, su suggerimento di un membro del consiglio di amministrazione, decise di affidarsi a una società di consulenza esterna, la Nexus Advisory S.r.l., per “sbloccare l’impasse”. La Nexus era una boutique di consulenza strategica di recente costituzione, il cui unico amministratore e socio, Marco Bianchi, vantava una rete di contatti di altissimo livello nella pubblica amministrazione. Il compenso pattuito era di 350.000 euro, una cifra anomala per un incarico di consulenza i cui contorni e deliverable non furono mai formalizzati in un contratto dettagliato, ma solo in una lettera d’incarico generica. L’assenza di una procedura di qualifica e selezione dei fornitori basata su criteri oggettivi di rischio ha rappresentato la prima, fatale, falla nel sistema di controllo interno della SempioTech. L’incarico fu affidato con una semplice delibera dell’amministratore delegato, senza alcuna valutazione preventiva da parte della funzione compliance o dell’Organismo di Vigilanza.

Se l’azienda avesse implementato un ecosistema come Scudo231, il processo di onboarding della Nexus Advisory sarebbe stato intercettato e bloccato in fase embrionale. I sistemi di analisi multimodale avrebbero automaticamente eseguito una enhanced due diligence sulla controparte, incrociando i dati del registro imprese con banche dati reputazionali e liste di persone politicamente esposte. La recente costituzione della società, l’assenza di uno storico operativo e, soprattutto, i legami documentati di Bianchi con figure chiave del ministero competente avrebbero generato un alert di rischio altissimo, innescando un protocollo che avrebbe richiesto l’approvazione vincolante e tracciata dell’Organismo di Vigilanza. L’assenza di un contratto strutturato con precisi Key Performance Indicator avrebbe impedito al sistema persino di generare la scheda anagrafica del fornitore, rendendo materialmente impossibile l’emissione di qualsiasi ordine di pagamento.

Il pagamento alla Nexus Advisory fu eseguito in due tranche. La prima, di 150.000 euro, a marzo 2024, a fronte di una fattura che riportava la causale “Prima fase attività di consulenza strategica relazioni istituzionali”. La seconda, a saldo, di 200.000 euro, a luglio 2024, due settimane dopo l’inatteso rilascio dell’autorizzazione per l’ampliamento. Nessuno, all’interno della funzione Amministrazione, Finanza e Controllo della SempioTech, sollevò obiezioni. L’approvazione via email di Sempio fu considerata sufficiente per liquidare le fatture. Questo automatismo, privo di controlli sostanziali sulla congruità della prestazione rispetto al valore economico, ha costituito per gli inquirenti la prova della colpa di organizzazione dell’ente. L’azienda non era dotata di un sistema che imponesse la verifica della documentazioni a supporto della prestazione – come report, studi di fattibilità, verbali di incontri – prima di autorizzare un pagamento così rilevante.

Con un’architettura di controllo integrata, la richiesta di pagamento sarebbe stata congelata automaticamente. Il motore causale proprietario di Scudo231 avrebbe rilevato una palese non conformità: un pagamento di importo elevato verso un fornitore classificato ad alto rischio, privo di un contratto quadro approvato e, soprattutto, senza alcun documento di avanzamento lavori allegato al sistema di gestione documentale. L’anomalia avrebbe generato una segnalazione diretta e non modificabile all’ODV e al responsabile della funzione antiriciclaggio, bypassando la linea gerarchica. L’operazione sarebbe rimasta in stallo fino a una delibera formale dell’organo di vigilanza, che a quel punto avrebbe avuto tutti gli elementi per avviare un’indagine interna e bloccare il flusso finanziario illecito, documentando ogni passaggio. Il registro immutabile delle operazioni avrebbe costituito prova scientifica dell’efficacia dei presidi preventivi adottati dall’ente.

Le indagini della Guardia di Finanza, scattate a seguito di una segnalazione di operazione sospetta da parte dell’istituto di credito della Nexus Advisory, hanno ricostruito il percorso del denaro. È emerso che Marco Bianchi, pochi giorni dopo aver incassato il saldo dalla SempioTech, aveva effettuato un bonifico di 80.000 euro verso una società fiduciaria svizzera, la quale a sua volta aveva acquistato un immobile di pregio a Lugano, poi messo a disposizione di un familiare stretto dell’ex pm Venditti. Sebbene gli inquirenti non siano riusciti a provare il nesso di causalità diretto tra questo vantaggio e un intervento specifico di Venditti per favorire la pratica della SempioTech – da qui l’archiviazione per l’uomo –, per la Procura è stato sufficiente a configurare il reato presupposto di corruzione a carico dell’ente. La SempioTech, secondo l’accusa, aveva tratto un indiscutibile vantaggio – l’autorizzazione all’ampliamento del valore di svariati milioni – da un pagamento illecito effettuato da un suo apicale, Andrea Sempio, in un contesto di totale assenza di controlli efficaci.

L’archiviazione delle posizioni di Venditti e Sempio non ha sortito alcun effetto sul procedimento a carico della persona giuridica. Questo è un punto tecnico-legale che molte aziende ancora sottovalutano: la responsabilità dell’ente, ai sensi del D.Lgs. 231/01, è autonoma. Non è necessario che l’autore del reato presupposto sia condannato, né che sia stato identificato. È sufficiente che il giudice accerti la commissione di un reato nell’interesse o a vantaggio dell’azienda e che quest’ultima non riesca a provare di aver adottato ed efficacemente attuato modelli organizzativi idonei a prevenire reati della specie di quello verificatosi. La difesa della SempioTech, basata su un Modello 231 cartaceo e su un ODV privo di reali poteri e flussi informativi autonomi, è stata giudicata dal Tribunale del Riesame, in sede di conferma del sequestro, come un mero “adempimento formale, privo di qualunque effettività e concretezza operativa”.

L’impatto per la SempioTech è stato devastante. Oltre al sequestro di quasi 5 milioni di euro, che ha prosciugato la liquidità aziendale, la società ha subito l’interdizione dai rapporti con la pubblica amministrazione per un anno, perdendo commesse vitali. Il danno reputazionale ha portato alla revoca di due importanti linee di credito e al crollo del titolo in borsa, qualora fosse stata quotata. La vicenda dimostra come l’assenza di un sistema di difesa proattivo trasformi un rischio penale in una crisi finanziaria e operativa. Un’infrastruttura sovrana ad alte prestazioni come quella garantita dall’ecosistema Scudo231 non si sarebbe limitata a prevenire il reato. Nel peggiore dei casi, qualora un amministratore infedele avesse tentato di aggirare i controlli, il sistema avrebbe generato una serie di log immutabili e di “prove tecnologiche” – la cosiddetta ricostruzione causale scientifica – che avrebbero dimostrato in sede giudiziale l’assenza di colpa organizzativa. L’azienda avrebbe potuto dimostrare matematicamente di aver fatto tutto il possibile per prevenire l’illecito, isolando la responsabilità penale sulla sola persona fisica e proteggendo il patrimonio aziendale da sequestri e sanzioni interdittive.

Oggi, mentre Venditti e Sempio escono dall’inchiesta, la SempioTech S.p.A. si prepara a un processo 231 dall’esito quasi segnato. La sentenza di archiviazione per le persone fisiche, lungi dal rappresentare una vittoria, suona come un epitaffio per un’organizzazione che ha confuso la compliance formale con la protezione sostanziale. La lezione è amara: nel 2026, la vera esposizione al rischio non risiede più solo nelle azioni dei singoli, ma nell’inerzia dei sistemi che dovrebbero governarli.

Fonte: https://www.ilsole24ore.com/art/garlasco-archiviata-l-accusa-corruzione-l-ex-pm-venditti-non-favori-sempio-AJ6io9FB