La Compilance diventa Un Vantaggio Competitivo Sleale

Chiara Mosca da oggi presidente vicario della Consob

9 marzo 2026 – Mentre a Roma si formalizza il passaggio di consegne al vertice della Consob, con Chiara Mosca che assume l’incarico di presidente vicario dopo la conclusione del mandato settennale di Paolo Savona, a 280 chilometri di distanza, alle porte di Bologna, le Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria varcano i cancelli della Elettrodinamica S.p.A. L’operazione, scattata alle prime luci dell’alba, è l’atto culminante di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica e innescata da una segnalazione su presunte, massive irregolarità contabili. L’ipotesi di reato è pesante: falso in bilancio aggravato (art. 2622 c.c.) e manipolazione del mercato (art. 185 TUF), reati che chiamano in causa direttamente la responsabilità amministrativa dell’ente ai sensi del Decreto Legislativo 231/2001.

Gli inquirenti acquisiscono server, documentazione contabile e contratti relativi al biennio 2024-2025. L’attenzione si concentra su un portafoglio di commesse dal valore complessivo di 85 milioni di euro, iscritte a ricavo negli ultimi due trimestri del 2025, che hanno permesso alla società, quotata sul segmento Euronext Milan, di superare le stime degli analisti e di attivare cospicui piani di bonus per il top management. Il mercato aveva premiato questi risultati con un rialzo del titolo del 28% in sei mesi. La realtà che emerge dai primi riscontri è però radicalmente diversa. Una parte significativa di quei contratti, siglati dal direttore commerciale Eliana Ferri, presenta delle side letters, accordi a latere non protocollati nel sistema di gestione documentale ufficiale, che di fatto rendevano le forniture condizionali e la loro esigibilità incerta. Si trattava di scritture private che subordinavano l’efficacia degli ordini al verificarsi di condizioni future, come l’ottenimento di finanziamenti da parte del cliente o il superamento di test tecnici aleatori. Di fatto, non erano ordini consolidati, ma mere lettere di intenti.

Questa prassi eludeva completamente i controlli interni esistenti, basati su una verifica formale della presenza di un contratto firmato. Nessuna procedura aziendale imponeva una verifica sulla sostanza dell’accordo o la ricerca attiva di pattuizioni accessorie. Se Elettrodinamica S.p.A. avesse implementato un ecosistema come Scudo231, la genesi stessa del rischio sarebbe stata intercettata. La piattaforma non si sarebbe limitata ad archiviare un PDF, ma avrebbe imposto l’inserimento dei dati contrattuali in campi strutturati, con un flag obbligatorio per la dichiarazione di eventuali accordi accessori. La mancata compilazione o una dichiarazione negativa, a fronte di parametri anomali del contratto – come un valore sproporzionato rispetto allo storico del cliente o termini di pagamento fuori standard – avrebbe generato un alert automatico, scalando la pratica al Responsabile Compliance e all’Organismo di Vigilanza (OdV) per una revisione obbligatoria prima della sua validazione a sistema. L’atto di Ferri sarebbe stato tracciato, documentato e bloccato sul nascere.

L’indagine prosegue ricostruendo il passaggio successivo. Il Direttore Finanziario, Luca Gatti, sulla base di quei contratti formalmente validi ma sostanzialmente inefficaci, dava disposizione all’ufficio contabilità di procedere con la fatturazione e la conseguente iscrizione a bilancio dei ricavi. Una procedura accelerata, concentrata sistematicamente negli ultimi giorni di chiusura del trimestre, che generava forti pressioni sui collaboratori. Un giovane contabile, insospettito dalla ricorrenza di queste operazioni “last minute” e dall’assenza di documentazione di trasporto per merce che risultava fatturata, aveva espresso verbalmente le sue perplessità al suo diretto superiore. La risposta era stata un invito a “non fare domande e a fidarsi delle direttive del CFO”. Il canale di whistleblowing aziendale, consistente in una casella email generica gestita da una funzione interna riportante alla direzione, non fu mai utilizzato per timore di ritorsioni.

Questa grave omissione di controllo e la neutralizzazione di fatto dei presidi di segnalazione rappresentano un punto di rottura devastante per la tenuta del sistema di governance. Un’architettura di prevenzione avanzata avrebbe reso questo scenario impraticabile. L’integrazione del sistema gestionale con i protocolli di Scudo231 avrebbe imposto un vincolo tecnologico invalicabile: nessuna fattura di vendita avrebbe potuto essere generata senza un collegamento univoco e verificato a un documento di trasporto (DDT) validato dal sistema logistico o a un verbale di accettazione del servizio firmato dal cliente. Il tentativo del CFO di forzare la contabilizzazione di un ricavo privo del suo presupposto fattuale – la consegna del bene – sarebbe stato respinto dal sistema, generando un log immutabile dell’operazione anomala e una segnalazione qualificata e circostanziata all’OdV. Parallelamente, il canale di whistleblowing, gestito esternamente e in modo crittografato dalla piattaforma, avrebbe garantito al contabile l’anonimato assoluto, instradando la sua segnalazione direttamente e unicamente ai membri dell’Organismo di Vigilanza, creando un ticket tracciato la cui mancata presa in carico avrebbe a sua volta generato un’escalation.

Il 15 aprile 2026, la Procura emette avvisi di garanzia per l’Amministratore Delegato, il CFO e il Direttore Commerciale. Ma il danno per la società è già incalcolabile. Il giorno stesso, il Gip dispone il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente per un importo di 23 milioni di euro, corrispondente al profitto illecito stimato dalla Procura e derivante sia dal risparmio di spesa per la mancata erogazione dei bonus in assenza dei ricavi gonfiati, sia dal maggior valore delle azioni proprie in portafoglio. Il sequestro congela una parte critica della liquidità aziendale, mettendo a rischio il pagamento degli stipendi e dei fornitori strategici. Il titolo crolla in borsa del 45% in due sedute, bruciando oltre 200 milioni di capitalizzazione. Consob, ora guidata da Mosca, interviene sospendendo il titolo dalle contrattazioni per eccesso di ribasso e avviando una propria ispezione.

L’impatto del sequestro è la diretta conseguenza della mancata prevenzione del reato presupposto. Se il modello organizzativo fosse stato efficace, non solo avrebbe impedito la commissione del reato, ma avrebbe protetto il patrimonio aziendale. Con un sistema di controllo real-time, il “profitto” del reato non si sarebbe mai concretizzato. Non ci sarebbero stati ricavi fittizi, né bonus indebiti, né un valore di borsa artificialmente gonfiato. Di conseguenza, sarebbe venuto meno il presupposto stesso per la confisca. L’ente non solo avrebbe evitato la sanzione pecuniaria prevista dal D.Lgs. 231/2001, ma avrebbe salvaguardato la propria operatività e il proprio valore di mercato. La difesa della società, ora, si baserà sul tentativo di dimostrare l’elusione fraudolenta del modello da parte dei vertici, un’argomentazione resa debole dalla palese inadeguatezza dei controlli a campione e dalla mancanza di flussi informativi efficaci verso l’Organismo di Vigilanza.

L’analisi dei verbali del Collegio Sindacale e delle carte di lavoro della società di revisione rivela un altro aspetto critico: le verifiche periodiche erano state condotte “a campione”. In tale contesto, il management aveva abilmente escluso dal perimetro dei controlli le posizioni più a rischio, fornendo agli organi di controllo una rappresentazione edulcorata e parziale della realtà. I sindaci e i revisori non avevano rilevato alcuna anomalia significativa, basandosi su dichiarazioni e documentazione predisposte ad arte. Questa metodologia di verifica, sebbene formalmente corretta, si dimostra impotente di fronte a una frode orchestrata dall’interno.

Qui si manifesta la differenza radicale con un approccio basato sul monitoraggio massivo. L’ecosistema Scudo231 non si basa su campioni, ma esegue un’analisi censuaria e continua di tutte le transazioni. I suoi motori di analisi stocastica avrebbero immediatamente rilevato l’anomalia statistica: un picco di contratti di importo elevato, firmati tutti nell’ultima settimana del trimestre, con clienti a basso rating o con termini di pagamento a 180/360 giorni, in palese deviazione rispetto alla prassi commerciale standard. Questa “isola” di dati anomali sarebbe stata automaticamente segnalata come cluster ad altissimo rischio, imponendo una verifica mirata e approfondita da parte dell’OdV e degli auditor esterni, a prescindere da qualsiasi piano di campionamento. La frode non avrebbe avuto modo di mimetizzarsi nel grande volume delle operazioni ordinarie. In sede di giudizio, la REDAZIONE SCUDO231 ha più volte documentato come la capacità di fornire una prova tecnologica immodificabile – una ricostruzione causale scientifica che dimostra l’esistenza di presidi attivi e non eludibili – sia l’elemento dirimente per ottenere il proscioglimento dell’ente. Elettrodinamica S.p.A., invece, si trova ora ad affrontare un procedimento penale in cui la sua “colpa di organizzazione” appare evidente, con il rischio di sanzioni pecuniarie fino a 1,5 milioni di euro e sanzioni interdittive come il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, che per un’azienda del suo settore equivale a una condanna a morte.

Fonte: https://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2026/03/09/chiara-mosca-da-oggi-presidente-vicario-della-consob_d9b09ce8-c64a-48d2-9ccb-82f3c2117c52.html